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Scuola Primaria di Valle

 

 

Nel Giugno del 2003 il Collegio dei Docenti di questo Istituto, per garantire a tutti gli alunni di Caraglio e della Valle Grana pari opportunità formative, decise di sopprimere l’organizzazione in pluriclassi dei due plessi di valle, ossia Valgrana e Monterosso Grana-Pradleves. La scelta era volta, come si è detto, a garantire ai giovani abitanti della valle Grana pari opportunità didattico-educative rispetto ai loro coetanei di Caraglio e arrestare, quindi, il continuo trasferimento di alunni dai Comuni dell’alta valle al Capoluogo. La riorganizzazione ha visto, fino al termine dell'anno scolastico 2012-13, la frequenza dei primi tre anni della Scuola Primaria negli edifici scolastici di Valgrana (600 mt. S.l.m.) e la dislocazione delle classi quarta e quinta a Pradleves (830 mt.) . Il superamento delle pluriclassi e la presenza di gruppi poco numerosi, gli alunni sono in media 12 per classe, garantisce un insegnamento attento alle necessità e ai tempi di apprendimento di ogni ragazzo e la sperimentazione di metodi di insegnamento innovativi come il cooperative learning . Gli alunni provengono da tutti i comuni della valle: Castelmagno, Pradleves, Monterosso Grana, Montemale e Valgrana, situati a un’altitudine che va dai 1650 metri s.l.m. di Castelmagno, comune di testata, ai 650 di Valgrana, comune di fondovalle.



                                                             

LA SCUOLA PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO

Nel mese di ottobre 2010 la Regione Piemonte ha finanziato la realizzazione di un nuovo plesso scolastico che sorgerà a Monterosso Grana e nel quale saranno ospitate tutte le classi della Scuola di Valle. Il progetto, che sarà realizzato dalla Comunità montana delle Valli Grana e Maira, è stato cofinanziato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo. L’investimento, che complessivamente supererà il milione e mezzo di euro, e della cui importanza si sono convinti soggetti pubblici e privati, è la punta di diamante di un progetto per il rilancio della Valle nel quale la nuova Scuola, intesa tanto come edificio che come agenzia didattico-educativa, sia motore di sviluppo, volano per invertire una tendenza ormai consolidata e inarrestabile allo spopolamento delle zone montane. La nuova Scuola, in questa ottica, sarà il principale strumento per garantire la permanenza di un tessuto sociale vivo e l’insediamento di nuove famiglie per le quali, presa coscienza della sempre maggior complessità della realtà globale, l’investimento formativo per i propri figli sta assumendo grande importanza. Per trasformare una piccola scuola di montagna in un volano per invertire le tendenze di abbandono del territorio, oltre a costruire un accogliente e funzionale edificio, è necessario garantire un’alta qualità formativa ai ragazzi della montagna ampliando l’offerta formativa su tutti i piani: dall’adozione di metodologie didattiche innovative, all’ampia programmazione delle attività sportive, alla creazione di progetti con un forte legame col territorio, capaci di mostrare ai ragazzi le potenzialità economiche dei paesi in cui vivono. Queste iniziative sono state introdotte e praticate con successo da alcuni anni e, in questo momento, ci pare sia necessario trasformare la scuola in un soggetto aperto alla globalità . Ecco da dove nasce l’idea di trasformare questa scuola in una scuola digitale, proiettata verso un futuro molto più prossimo di quanto si pensi.

SINTESI DELL’IDEA PROGETTUALE (motivazioni e obiettivi che si intendono perseguire)

Il progetto fonda i propri presupposti teorici sulla necessità di abbandonare stili educativi ormai obsoleti e che non rispettano le modalità di apprendimento dei ragazzi del ventunesimo secolo. I pedagogisti sono ormai globalmente concordi che gli studenti attuali hanno modalità di apprendimento diverse da quelle delle generazioni precedenti. Il loro accesso al mondo è veicolato da schermi, computer, mouse, un’importanza preponderante ce l’hanno le immagini e non più esclusivamente i testi stampati. I ragazzi si muovono in modo non lineare tra le fonti d’informazione e comunicazione; il loro approccio alla conoscenza avviene imparando per “prove ed errori” e non attraverso approcci storici, sistematici e sequenziali come i nostri. Inoltre il loro approccio è cooperativo: basti pensare alla condivisione di saperi, musica, esperienze on-line attraverso i mezzi tecnologici; questa modalità di apprendimento è stata descritta in modo esauriente dai pedagogisti come fondata sulla ricerca e sulla scoperta, organizzata a rete, esperienziale, attiva e auto-organizzata, incentrata sul "problem based learning" e sulla condivisione dei saperi. Se genitori e insegnanti fanno delle nuove tecnologie un uso produttivistico, legato esclusivamente al lavoro, per figli e alunni le nuove tecnologie sono novità, creazione e soprattutto comunicazione. Questa grande capacità d’uso degli strumenti tecnologici che i ragazzi posseggono deve, però, essere indirizzata verso un apprendimento critico e la comprensione di fenomeni culturali e storici; questo può farlo solo la Scuola e, quindi, gli insegnanti. In questo momento le pratiche d’uso delle tecnologie non sono guidate e, senza l’aiuto della Scuola, i ragazzi si costruiscono da soli un percorso di appropriazione di questi nuovi media, con tutti i rischi che questo comporta. Ciò che si sta verificando in questo momento è che i nostri alunni concepiscono la Scuola come un luogo noioso, la cui frequenza è necessaria per rispondere alle esigenze pressanti di genitori e insegnanti, ma gli ambienti del Web 2.0, fortemente caratterizzati dai rapporti tra pari, senza mediazioni di adulti, sono decisamente più interessanti delle ore passate in classe. La scuola, se non si attrezza velocemente, rischia di lasciare soli i ragazzi nel vasto e complesso mondo della conoscenza digitale. Per riavvicinare gli stili di insegnamento agli stili di apprendimento, la Scuola deve utilizzare le opportunità che i nuovi ambienti del Web. 2.0 offrono. Attraverso questi strumenti tecnologici si ampliano notevolmente, per alunni e insegnanti, le possibilità di costruire strumenti didattici propri e di condividerli sui vari SOCIAL MEDIA (forum online, blog, siti di social networking, siti di video-condivisione, siti di foto-condivisione, per il podcasting, per la ricerca, aggregatori di contenuti, ecc.....). Oltre a rendersi protagonisti attivi nella realizzazione dei contenuti del loro apprendimento, dunque, i ragazzi possono diventare anche editori di se stessi pubblicando in rete i risultati del loro lavoro.

TIPOLOGIA E CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI STRUMENTI DI CUI LA SCUOLA DELLA VALLE GRANA È DOTATA

  Il classico paradigma didattico centrato sulla lavagna può, così, essere esteso con l’accesso a internet e la possibilità di utilizzare software didattici in modo condiviso. La LIM rappresenta un imprescindibile strumento della didattica multimediale, in grado di intrecciare l’azione del docente e la sua proposta didattica con i bisogni degli allievi in una dimensione condivisa, collaborativa e, soprattutto, rispondente alle nuove modalità di apprendimento. Gli alunni, a seconda del livello di studio, sono dotati, individualmente, di tablet e netbook.

 

 

 

IL PROGETTO E I SUOI STRUMENTI

La Valle Grana è stata recentemente coperta da una rete WiFi che garantisce l’accesso agli ambienti del Web 2.0. La nuova struttura che ospiterà la Scuola di Valle sarà dotata della tecnologia necessaria per permettere l’accesso alla rete e la creazione di ambienti wireless all’interno dei locali stessi. Utilizzando questi supporti il progetto della scuola digitale si realizza, prioritariamente, organizzando una serie di attività di formazione e autoformazione attraverso le quali portare gli insegnanti a passare dall’idea di un’educazione “ai media” a una educazione “ con i media” . Nell'anno scolastico 2012-13 alcuni insegnanti della Scuola di Valle hanno partecipato a corsi di aggiornamento sulla creazione e utilizzo delle aule virtuali; altri hanno seguito i corsi propedeutici all’utilizzo delle lavagne interattive organizzati dal M.I.U.R.. Successivamente sono stati acquistati gli strumenti tecnologici: i netbook per tutti gli alunni, le lavagne interattive, i notebook per i docenti e i modem per realizzare, nelle aule, gli ambienti virtuali.

INNOVAZIONE DIDATTICO METODOLOGICA

L’aula virtuale è un unico ambiente formativo che offre la possibilità di utilizzare in modo coordinato, e attraverso il lavoro cooperativo, le risorse offerte dal Web 2.0. Utilizzando i netbook, tutti gli alunni possono navigare in maniera sincrona nel web, condividere lavori e documenti con tutti i compagni, secondo le modalità previste dal Cooperative Learning. L’insegnante può continuamente controllare e valutare i lavori dei suoi alunni. Inoltre, ognuno ha la possibilità di comunicare, condividere e dialogare con i colleghi, i maestri e i compagni anche da casa o, comunque, al di fuori delle mura scolastiche, creando, così, una stimolante ed efficiente comunità di apprendimento.

INNOVAZIONE CURRICOLARE

CLASSI I-II

I bambini dovranno imparare a "leggere, scrivere e far di conto", come si diceva una volta, perché, comunque, anche gli strumenti digitali fondano il loro sistema comunicativo sulla lingua e i numeri. Anche la manualità, una delle caratteristiche che ci differenzia dalle altre specie animali, deve essere assolutamente educata. In questi due primi anni della scuola primaria è la LIM (lavagna interattiva multimediale) lo strumento tecnologico maggiormente utilizzato. Individualmente agli alunni vengono forniti i TABLET, supportati da tecnologia touchscreen che, per l’utilizzo intuitivo che li contraddistingue, sono più adatti a bambini che hanno ancora poca dimestichezza con la letto-scrittura. Ci sono dei momenti nei quali, attraverso il gioco, i bambini imparano a rapportarsi con quelle macchine che, negli anni successivi, ne sosteranno gli apprendimenti.

CLASSE III

La classe terza, nei cinque anni della scuola primaria, è la più impegnativa: i ragazzi si approcciano, per la prima volta, allo studio approfondito delle discipline e devono iniziare a costruirsi un metodo. Questo è, dunque, un anno di transizione anche per l’utilizzo degli strumenti e si punta sul fatto che la possibilità di accedere alla conoscenza, non solo più attraverso la voce dell’insegnante, ma con nuovi media, garantisca migliori risultati. Con questi strumenti possiamo garantire modalità di apprendimento più rispettose della loro capacità di apprendimento fondata sulla multicodicalità. Il libro in carta stampata continua ad apparire, sin da subito, come uno degli strumenti utilizzabili per l’accesso alla conoscenza: sicuramente uno dei più importanti, ma non l’unico.

CLASSE IV

In quarta l’uso dei nuovi strumenti dovrebbe diventare più importante, i NETBOOK sono sui tavoli più spesso e si intensifica il numero di software utilizzati per l’insegnamento e per l'apprendimento. Le macchine sono date in comodato gratuito agli alunni che possono utilizzarle anche a casa. In questa classe gli alunni sono in grado di usare tutorial preparati dagli insegnanti stessi o reperiti sul web.

CLASSE V

In quinta si amplia l’utilizzo dei materiali presenti in rete per la costruzione dei SAPERI. Questo permette di iniziare a costruire un approccio critico all’ utilizzo dei nuovi media che viene costruito insieme, da alunni e insegnanti, con un deweyniano learning-by-doing continuo. Questo aspetto dovrebbe diventare centrale anche nella costruzione di un curricolo verticale in comune con la scuola secondaria di primo grado. Una delle competenze principali a cui si mira è la produzione di materiali che saranno pubblicati nel web. Gli alunni diventano così editori di loro stessi secondo l’idea di Célestin Freinet di trasformare i lavori degli alunni in “prodotti culturali autonomi”, ovviamente utilizzando i più moderni mezzi tecnologici.

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